Dipendenza da smartphone e circuito di ricompensa

Dipendenza da smartphone e circuito di ricompensa

L’essere umano è un sistema complesso, ma come ogni struttura elaborata la sua complessità risiede nei processi elementari che lo sottintendono. Uno dei costitutivi maggiormente fondamentali che sostiene la struttura umana è rappresentato dal circuito di ricompensa: questa componente, che ha provveduto ad accompagnare l’essere umano (e non solo) nel corso di tutto il suo sviluppo, ha una funzione estremamente importante in termini evoluzionistici; ripaga con il piacere un’azione utile, inducendo l’organismo a ripeterla. Prendiamo per esempio l’atto del mangiare; nel momento in cui ingeriamo qualcosa il nostro cervello inizia a mandare segnali di soddisfazione al nostro organismo. Parafrasando tutto questo potremmo dire che l’encefalo promuove un incoraggiamento generale che incentiva a procedere con quello che si sta facendo. Un comportamento gradito, quindi, ha più probabilità di essere messo in atto, mentre ciò che è dannoso viene escluso e repulso. Il problema di questa tendenza è che il nostro cervello ha origini molto preistoriche, la diretta conseguenza è rappresentata dal fatto che ciò che diecimila anni fa poteva essere un comportamento estremamente utile per l’essere umano, oggi può risultare completamente privo di significato o addirittura dannoso.

Tutti siamo a conoscenza di cosa sia una dipendenza, ne sentiamo parlare continuamente: Tabacco, alcol, droghe, caffè, gioco d’azzardo ecc… questi fenomeni che oggi sono comunemente ritenute patologie psicologiche, non sono altro che dirottamenti causali di una nostra competenza evoluzionistica basilare. Un esempio eclatante di questo errore è rappresentato dal rapporto che ultimamente si sta sempre più diffondendo con gli strumenti elettronici.

La dipendenza da smartphone o dai videogiochi oggi è un tema fortemente analizzato e più attuale che mai:

genitori, insegnanti ed educatori sono oltraggiati dalla onnipresenza che la tecnologia ha instaurato. Ragazzi dai sei anni in su, vengono come ammaliati da questo piacevole universo fatto di innovative possibilità ed esistenze alternative. Perché?

Le radici del potere che i videogiochi hanno assunto possono essere trovate nelle caratteristiche della nostra società:

Viviamo in un sistema in cui il principale insegnamento è diretto al successo individuale, all’elogio della persona e all’ostentazione delle proprie competenze. Un ideale utopico ed irreale che impregna le menti delle persone sino dalla giovane età inducendo un pensiero ricorrente di necessità di successo. Come la vita ci insegna, la nostra società ha anche una seconda caratteristica dominante: quella di essere irrimediabilmente e spudoratamente competitiva.

Di fronte a questa ambivalenza, il ragazzo bombardato da molteplici direzioni, non sa come ragire: da una parte la sua testa lo induce ad essere votato al successo, dall’altra ottiene sconfitte continue date dalla normale interazione sociale. Esso, è dunque portato a trovare un compromesso tra queste due realtà così discostanti; i videogames!

Un universo studiato su misura, uno spazio in cui le gratificazioni sono ripetute e costanti, un luogo dove le sconfitte sono solo apparenti ed è sempre possibile ritentare. Gli ideatori di videogiochi sono perfettamente consapevoli di questa natura, e correttamente se ne avvantaggiano per cercare di attirare a loro il maggior numero di clienti possibile.

La degenerazione avvenuta recentemente è interpretabile come un incremento drastico dell’utilizzo del “trucchetto” del circuito di ricompensa applicato alla video ludica. Avvalersi di questa debolezza è come sfruttare un errore di programmazione all’interno di un computer per indurlo a ripetere un determinato processo. Economicamente parlando è stata una mossa di successo, socialmente? Un disastro.

Come ad ogni problema puramente importante, non esistono reali soluzioni a questa nostra tendenza. Si, essa può essere pericolosa, addirittura distruttiva… Per ricevere aiuto, consulenza e sostegno in merito a queste problematiche, Davide Munaro ( psicologo psicoterapeuta Brescia, Mantova e provincia ) è un esperto competente a cui rivolgersi: la sua esperienza in questo campo molto controverso è rinomata e plasmata da anni di attività nel settore.

Ciò che è importante per affrontare è comprendere queste situazioni è raggiungere la consapevolezza che come qualsiasi fenomeno dannoso si sia manifestato nel corso della storia umana, questo deragliamento ha la possibilità di essere corretto e ridimensionato. Questo non avverrà attraverso l’eliminazione dei giochi o della cultura elettronica, bensì attraverso l’informazione, l’istruzione e la crescita che permetteranno all’umanità di assimilare questo nuovo paradigma e dirigersi verso migliori orizzonti nella consapevolezza che anche se un sistema possiede dei difetti, è possibile accettarli e costruire un nuovo futuro partendo dalle proprie debolezze. Per approfondire questa tematica, il Dottor Munaro è a disposizione per delucidazioni e confronti. Riceve nelle città di Brescia, Desenzano e limitrofi.

Dottor Davide Munaro

Psicologo, Psicoterapeuta

Brescia