Inesorabilità: il cambiamento

Inesorabilità: il cambiamento

Sapete cosa mi va veramente sussultare? pensare che le cellule del corpo umano subiscano una sostituzione totale circa ogni quindici anni. Il nostro organismo, ciclicamente, affronta un processo di distruzione e rimpiazzamento delle sue componenti. Alcune di esse vengono surrogate rapidamente, per altre invece, occorre più tempo.

Ecco che quindici anni dopo, tutta la materia organica con cui eravate composti non è più la stessa. Eppure siete ancora voi stessi, vero?

Come è possibile mantenere una integrità, un’unità, se il materiale di cui siamo composti è stato sostituito completamente?

Il tempo scorre rapidamente. Ogni mattino, osservandoci allo specchio con attenzione, noteremo un numero indefinito di “micro cambiamenti” che avvengono su di noi: Unghie più lunghe, occhi con una luce diversa, qualche ruga qua e là ecc… Se ci voltassimo indietro (anche poche settimane), osservandoci nel dettaglio probabilmente rimarremmo sbalorditi dall’imponenza dei piccoli cambiamenti.

Se lo sconvolgimento esteriore può sconcertare, esso non è nulla paragonato a ciò che accade dentro di noi. Ogni istante che viviamo, ogni esperienza che affrontiamo, un flusso intenso di informazioni ci attraversa inesorabilmente. Il risultato è che questo ci imprime un segno, anche se piccolo ed insignificante. L’accumularsi di queste piccole fluttuazioni, genera un cambiamento in noi stessi; nonostante sia graduale, esso è la base del processo evolutivo che affrontiamo quotidianamente.

Ritengo che il cambiamento sia inesorabile, un punto d’Archimede dell’esperienza umana.

Purtroppo l’inevitabilità delle circostanze,come il cambiamento, può davvero spaventare.

Nella vita siamo chiamati a conciliare due aspetti cruciali della nostra esperienza:

Il primo è il “sé ideale” l’immagine surreale di come desidereremmo essere e delle caratteristiche che vorremmo possedere.

L’altro è il “sé reale” ovvero l’immagine che possediamo di noi stessi all’interno della realtà attuale.

Questi due punti di vista sono spesso inconciliabili tra loro, ciò che aspiriamo ad essere è spesso molto discostante da quello che siamo veramente. Questa differenza spesso ci genera ansia, sconforto, rassegnazione e infine dolore. La nostra incapacità di essere istantaneamente ciò che desideriamo, è il fulcro del nostro fallimento personale e, allo stesso tempo, il moto primario del nostro miglioramento. Il sentimento negativo, quella sensazione di terribile instabilità che spesso percepiamo, non è altro che l’avanguardia di un mutamento in corso.

È un sintomo della necessità di evolversi in qualcosa di diverso. Paura e ansia sono delle condizioni naturali, sono dei segnali che la nostra mente ci manda per non farci cogliere impreparati e per sviluppare una nostra necessità essenziale.

Il nostro compito è quello di non soccombere alla paura, ma di accettarla e incanalare quell’energia al fine di suscitare in noi qualcosa di diverso. Il battito del principio. Le radici del cambiamento.

Dott. Munaro Davide Psicologo Psicoterapeuta riceve in vari studi di Brescia, Verona e Mantova.

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