La colpevolezza negli occhi di chi guarda.

La colpevolezza negli occhi di chi guarda.

Vorrei raccontare un aneddoto.

Un giorno un mio assistente mi chiese quale era il miglior consiglio da poter dare ad una persona.

Potrebbe sembrare una domanda molto stupida, ma invece si è rivelata molto più interessante del previsto.

Come ho detto diverse volte, non esistono soluzioni facili o metodi speciali per cambiare la vita delle persone.

Come cercare di contenere il mare in un bicchiere, sarebbe un tentativo insensato ed inutile.

Anche i consigli non sono delle soluzioni ad ogni problema, ma dei suggerimenti che ci permettono di scegliere la strada meno sbagliata da intraprendere.

Dopo queste riflessioni risposi al mio assistente: “Un consiglio per tutti? Proponi alle persone di chiedersi sempre cosa c’è dietro”.

Affrontando la nostra quotidianità, possono capitare moltissime cose.

Tutti gli eventi continuano a susseguirsi all’infinito: incontriamo familiari, amici, leggiamo il giornale, andiamo al lavoro, ci sediamo in un bar, pensiamo.

Accadono anche eventi che ci fanno arrabbiare, ribollire completamente il sangue.

Spesso sentiamo che sono gli altri, esterni a noi, ad essere responsabili di quello che accade.

Vi siete mai fermati a chiedervi cosa c’è dietro?

Quando qualcuno ci ferisce, o fallisce nel fare qualcosa, il nostro pensiero è sempre lo stesso:

“La colpa è sua perché ha scelto di agire così”

Mentre quando siamo noi a fallire, nella nostra testa, i giochi sono completamente differenti.

Immaginate di dover partecipare ad una gara di nuoto.

Arrivati per ultimi, il pensiero probabilmente vi suggerirebbe che l’altra sera avete mangiato pesante, di esser partiti già stanchi, oppure che la corsia in cui eravate era svantaggiosa.

Non un riferimento alla proprie capacità personali.

Se, al contrario, la gara fosse stata vinta, avreste pensato di essere semplicemente degli ottimi nuotatori.

Il mio consiglio è quello di guardare oltre alle apparenze.

Solo così si potrà smettere di vedere le cose a metà.

Forse invece di puntare il dito e dare la colpa alle persone potremo rivolgere lo sguardo a ciò che ha portato quelle persone ad essere tali.

La verità spesso sta tra le persone e ciò che hanno vissuto, dove sono vissute, le persone che hanno incontrato, le pressioni che hanno ricevuto e i dolori che hanno subito.

Non giudicate ma cercate cosa si nasconde dietro questo pesante velo chiamato pregiudizio.