La felicità nell'errore

La felicità nell'errore

Qualcuno può domandarmi, cos’è la mia felicità?

Penso che la felicità sia fatta anche di profondi errori, di sbagli.
La percezione del mondo diventa molto flessibile quando sbagli, quando fai errori.
Ma l’errore è una cosa fondamentale.
Mi sono accorto com’è fatta la mia felicità quando una volta in autostrada sono rimasto senza benzina.
È vero, ero distratto, non avevo fatto attenzione. Una persona mi telefona proprio in quel momento, era in ansia, ed io le racconto proprio questo, che il fatto di rimanere in autostrada senza benzina e dovermi fare 5 chilometri a piedi era la base della mia felicità, l’errore, la sbavatura, la cosa che vogliamo sempre togliere dalla nostra vita.

Ti regalo una matita, così puoi andare fuori a colorare il mondo, perché vedi, se disegni un sole su una roccia stai percependo il mondo in quel modo, stai umanizzando il mondo, stai creando quel mondo.
Oppure puoi uscire e cercare la perfezione eliminando l’errore, se lo fai, in quel momento stai creando un mondo molto rigido.

Parlo con dei ragazzi al bar, facendo presente che c’era esposto un panino incelofanato e sorridevo tra me e me, pensando che i panini più buoni sono quelli fatti con la libertà, prendendo anche il prosciutto con le mani.
Perché la perfezione ci porta a mangiare dei panini di plastica, che fanno più male, che perdono ogni forma di nutrimento. Magari mangeremo solo una pastiglia un domani, così saremo tutti al sicuro.
La ricerca forsennata della perfezione che ha portato un panino a perdere il suo valore.
Parlavo con questo ragazzo e l’ho ritrovato su, sopra al castello che sovrasta il paese in cui stavo, mi saluta,ed io mi domando "questo saluto da dove arriva?"
Deriva da quell’atteggiamento.
Poi prima della rocca cambio strada, incontriamo una farfalla meravigliosa e mi domando "questa farfalla da dove deriva?" Da una strada cambiata. Ma allora questa farfalla è la strada cambiata, allora non c’è qualcosa da raggiungere nella nostra vita, ma è il nostro modo di camminare che ci fa raggiungere quello che stiamo cercando, perché quello che stiamo cercando ed il nostro modo di camminare sono la stessa cosa.

Quindi se ci pensiamo bene, quali sono i momenti più felici della nostra vita?
Sono dove sbagliamo, dove commettiamo degli errori, ci perdiamo, ci fermiamo a parlare con il pastore e prendiamo del vino. Sono i momenti più belli, quelli che ci rimangono dentro.
Nella vita perfetta non ti rimane nulla dentro, muori piano piano anche tu.
Allora Lorella mi dice che qualche settimana fa ha rotto dei piatti nel suo albergo, e io dico, "Guarda che meraviglia qui la vista dal castello".
"Cosa c’entra con questo" mi dice lei, "c’entra col fatto che quei piatti rotti e questo panorama sono la stessa cosa."
Hai iniziato a uscire, senza rendertene conto, hai cambiato sentiero.
Vivi ancora nel tuo vecchio sentiero, ma non ti stai rendendo conto che stai tracciando un altro sentiero.
Quei piatti rotti non sono arrivati casualmente, sono la prova che tu stai cambiando.
Quei piatti rotti sono estremamente legati al vino che abbiamo preso dal pastore, alla farfalla che hai visto, al tramonto che hai visto, hai ragazzi che c’erano giù.
Perché è tutto correlato, non c’è un albero senza un’ombra.
Ecco perché sono sempre dell’idea che le cose stranamente non siano mai casuali, accadono sempre in concomitanza con un cambiamento interiore.
Qualcosa ha iniziato a cambiare dentro di noi e il vecchio mondo inizia ad esserci stretto, se ne sta andando e mentre se ne sta andando si sta aprendo un nuovo mondo.
Quindi la felicità è un modo di intendere il mondo, a ognuno la sua.

Ho iniziato anche un percorso video sulla Felicità, spero vi possa piacere.