L’ansia, fenomenologia e definizione

L’ansia, fenomenologia e definizione

Tutto sul fenomeno dell’ansia

L'ansia è una delle esperienze più diffuse dei nostri tempi.

L'ansia è una sensazione normale, che viene avvertita da ogni essere umano. È uno stato mentale utile che spesso ha una funzione protettiva: quando segnala un pericolo reale, incombente, infatti, mette in moto uno stato di allerta che permette alla persona di reagire.

Facciamo un esempio. Se ci troviamo in una strada isolata e vediamo una persona dall’aspetto minaccioso, ci guardiamo intorno alla ricerca di possibili vie di fuga, acceleriamo il passo, telefoniamo ad un amico : la sensazione d’ansia, in pratica, ci spinge ad attuare una serie di comportamenti che potrebbero rivelarsi utili nel caso in cui questo uomo avesse intenzione di minacciarci. Inoltre, livelli moderati d’ansia possono migliorare le prestazioni ; è quello che succede prima di un esame o di un evento importante : l’ansia in questo caso diventa una risorsa e coincide con uno stato di attivazione, di spinta , di aumentata attenzione che consente di riuscire meglio e di affrontare le sfide con grinta.

Dunque possiamo dire che esiste un’ansia “buona”, fisiologica, stimolante, adattiva proprio in quanto ci permette di mantenere una certa vigilanza e un certo controllo sull’ambiente circostante e un’ansia “cattiva” , problematica, disturbante e a volte debilitante.

È l’ansia di quest’ultimo tipo che bisogna imparare a riconoscere, a gestire e a controllare.

A differenza dell’ansia adattiva o della paura, l’ansia patologica consiste in una risposta ad una minaccia avvertita come sconosciuta, vaga, interna. Avvertiamo una sensazione di malessere che ci rende difficile e faticoso condurre una vita serena, ma non sappiamo spiegarne l’origine, le motivazioni, non riusciamo ad associarla ad alcun evento concreto.

Il primo passo allora diventa definire, conoscere. Esiste, quindi ,un livello oltre il quale, l’ansia si trasforma da risorsa, potenzialità a limite, ostacolo. In generale l’ ansia patologica è caratterizzata da un senso diffuso e spiacevole di apprensione e può essere accompagnata da varie manifestazioni sintomatiche :

  • a livello somatico sudorazione, palpitazioni, tachicardia, tremori, vertigini,irrequietezza, difficoltà di respiro, peso o dolore al torace, tensione muscolare o cefalea da tensione, disturbi visivi, senso di testa vuota, svenimento. L’aspetto più rilevante, più evidente e maggiormente lamentato dell’ansia, da parte delle persone che la sperimentano, consiste proprio in questa massiccia attivazionefisiologica : la sintomatologia fisica, in maniera particolare, è quella che maggiormente interferisce con la possibilità di una vita serena, con la possibilità di lavorare, produrre.

  • a livello cognitivo difficoltà di concentrazione, incapacità a rilassarsi, irritabilità, ridotta capacità di attenzione, indecisione, pensiero negativo. Si tratta di una modalità del pensare distaccata dalle situazioni reali, sproporzionata ed eccessiva. , sono credenze erronee più o meno consolidate che condizionano il comportamento della persona a più livelli e possono interferire con la capacità di risolvere i problemi, di fare progetti e piani e anche con il ragionamento creativo.

  • a livello comportamentale difficoltà nei rapporti socio-affettivi, tendenza ad evitare situazioni temute.

Facciamo un esempio. Ci troviamo a lavoro, e proprio in un’ occasione in cui è necessaria la nostra collaborazione e concentrazione massima, sperimentiamo un forte livello d’ansia : non siamo capaci di mantenere l’attenzione circa quanto dicono i nostri colleghi, proviamo un’ agitazione forte che ci rende difficile stare seduti, commettiamo errori nello scrivere una relazione, diventiamo suscettibili se qualcuno fa un commento. Si tratta, in questo caso, di una situazione che compromette il nostro rendimento e il rapporto con i colleghi e che, se si verifica più volte, può condurci ad un atteggiamento negativo, evitante e debilitante nei confronti del lavoro.

Viene da sè che, evitare situazioni che pensiamo provocarci ansia, significa essere condizionati da qualche forza, non sentirsi liberi.

È evidente, dunque, come l’ansia sia un fenomeno complesso: è un’ esperienza soggettiva, talvolta non visibile dall’esterno, personale, e cioè dipendente dalla capacità della persona di tollerarla, è un elemento insito nella nostra cultura e nella natura umana stessa, è spinta creativa, tensione positiva, è una situazione problematica che accompagna un altro malessere o, infine, può costituire il motivo costituente un disturbo vero e proprio.

Bibliografia:

  • Kaplan Harold I. Sadock Benjamin J. Psichiatria Clinica Centro Scientifico Editore, Torino, 2003
  • Gabbard Glen O.Psichiatria Psicodinamica Cortina Raffaello Editore, Milano, 2007
  • Galimberti U. Dizionario di Psicologia UTET, Torino, 2000