Essere protagonista della propria vita

Essere protagonista della propria vita

Molte persone prendono come riferimento per il proprio benessere la società esterna, si rifugiano in ciò che fanno gli altri, nelle abitudini di altri. Avere abitudini in comune con il mondo che ci circonda ci posiziona nel giusto, ci deresponsabilizza e ci allontana dalla nostra unicità e dalla nostra interiorità; il senso effimero di felicità dettato dal confronto dura poco, mentre è la realizzazione autentica di te stesso a guidarti alla serenità.

Da ragazzino mi sono conformato spesso al modo di vivere di chi mi circondava e l’ho fatto per non essere escluso dal gruppo, per non subire atti di bullismo, per non finire in isolamento. Non posso negare abbia funzionato nell’immediato, ma il cercare di piacere agli altri mi ha portato ad allontanarmi dal mio percorso, a farmi perdere la strada, ad ottenere parziale accettazione ma non per quello che ero.
Un po’ come andare a caccia di denaro non esprimendo ciò che si sa fare, ma solo per il concetto di farlo.

Ho perso tempo nella mia esistenza, mi sono avvitato sui miei stessi errori per molto tempo e non è servito a nulla. Mi sono accorto che tutti i sacrifici fatti per piacere agli altri non erano serviti a nulla, avevo percorso per chilometri una strada non mia, trovandomi comunque poi con la necessità di tornare indietro. Quando finisci con la testa nel fango, per molti è la fine; per me è stato l’inizio, ma te ne accorgi solo col tempo, solo dopo aver preso una strada nuova, una strada basata sulla scelta profonda di provare a dare un senso alle emozioni, anche correndo il rischio di camminare verso l’ignoto. Con il tempo le cose prendono forma, come un verso di una poesia che guida al seguente modellando la nostra storia.

Solo l’autenticità, la realizzazione sincera di te stesso, può guidarti davvero alla serenità. Prima o dopo ci si trova al passaggio obbligatorio nella vita in cui si deve fare i conti con i propri momenti, la proprio solitudine e la propria interiorità; si può arrivare a quel momento avendo rincorso esclusivamente l’accettazione esterna e le sue ricompense immediate ma effimere o avendo strutturato la propria personalità sulla propria unicità.